E dopo i pannelli fotovoltaici, le pale eoliche. Altro settore di produzione delle energie rinnovabili in cui l’Italia ha cominciato a investire tanto, scoprendo che il vento nel nostro paese è un ingrediente utile e molto presente. Anche se la produzione di energia da turbina eolica si porta dietro una serie di problemi che vanno, comunque, affrontati con realismo e con senso della misura.
Ma in questo blog ci limitiamo a dare i numeri, a raccontare fatti che si possono leggere nei dati. E quindi torniamo alla fonte dei numeri delle energie rinnovabili, ai rapporti del Gestore servizi elettrici, GSE, di cui abbiamo parlato sempre qui, in un post precedente a proposito dei pannelli fotovoltaici.
Lo sviluppo dell'eolico in Italia (come si vede dal grafico, preso dal Rapporto annuale GSE, Gestore Servizi Elettrici) è stato tumultuoso nell'utlimo decennio: alla fine del 2000 c'erano solo 55 impianti censiti sul territorio nazionale per una potenza pari a 363 MW, il 2% del totale prodotto dagli impianti rinnovabili.
A fine 2011 in Italia ci sono 807 impianti eolici per una potenza lorda di quasi 7 MW. Complessivamente la crescita è stata del 66%, con 320 nuovi impianti installati. Nel grafico sottostante è possibile vedere, e cliccando sugli spicchi della torta rendere visibile ciascun dato, le percentuali delle diverse potenze installate nel 2010 e nel 2011.
Nell'ultimo biennio, la maggior parte degli impianti nuovi è di piccola dimensione, sotto 1 MW di potenza ma c'è stato un buon aumento (più del 20% rispetto all'anno precedente) anche di quelli di medie e grandi dimensioni, sopra i 10 MW. Nel 2011 la potenza eolica installata è il 17% di quella relativa all’intero parco impianti rinnovabile.
Se andiamo a vedere il numero di impianti per regione, salta all'occhio immediatamente che c'è una differenza consistente tra il 2010 e il 2011, e che la regione che più ha investito in eolico è stata la Puglia, seguita dalla Campania e dalla Sicilia. Seguono, nel 2010, Calabria, Sardegna e Basilicata; nel 2011 la Basilicata supera la Calabria e la Sardegna. Nel grafico è possibile evidenziare i dati per regione e confrontare il numero di impianti nel biennio.
Queste classifiche sono diverse quando andiamo a confrontare la potenza installata per regione, nello stesso biennio 2010-2011. Al primo posto troviamo la Sicilia, al secondo posto la Puglia, al terzo la Campania. Evidentemente la dimensione media degli impianti installati in Puglia è più piccola di quelli installati in Sicilia. Nel 2010, al quarto posto c'è la Calabria e al quinto la Sardegna. Nel 2011, la Sardegna sale al quarto posto, davanti alla Calabria. Dato che la funzionalità di un impianto eolico dipende fortemente da una serie di fattori ambientali, tra cui l'orografia del terreno e naturalmente la ventosità, non stupisce vedere che il 98% della potenza eolica nazionale e l'80% degli impianti siano installati nelle regioni del Sud.
Il 2011 è il primo anno in cui ci sono impianti eolici installati in tutte le Regioni italiane. La maggiore crescita percentuale è quella della regione Marche che passa da 3 a 17 impianti arrivando a 0,7 MW. Nel Nord ci sono meno impianti: le due regioni più rappresentate sono la Liguria e l'Emilia-Romagna. Tra le regioni dell'Italia centrale, al primo posto c'è la Toscana che passa da 17 a 48 impianti tra il 2010 e il 2011.
E' importante sottolineare che l'effettiva produzione di energia da turbina eolica dipende da molti fattori: la produzione è proporzionale al cubo della velocità del vento e differenze anche piccole nelle caratteristiche anemometriche del sito possono tradursi in notevoli differenze di energia realmente producibile. Inoltre, come specifica il GSE nel sito e nei rapporti, un «generatore sia ad asse verticale che orizzontale richiede una velocità minima del vento (cut-in) di 3-5 m/s e eroga la potenza di progetto ad una velocità del vento di 12-14 m/s. Ad elevate velocità (20-25 m/s, velocità di cut-off) l'aerogeneratore viene bloccato dal sistema frenante per ragioni di sicurezza.» Gli andamenti della produzione di energia sono quindi variabili da anno a anno. Un parametro utile per fare una stima dell'efficienza produttiva degli impianti è quello delle ore di utilizzazione equivalente: si fa cioè il rapporto tra la produzione lorda registrata e la massima potenza misurabile in condizioni di piena efficienza, sempre al lordo dell'energia utilizzata dall'impianto per funzionare. Nel 2011, ad esempio, il parco eolico nazionale ha prodotto per 1563 ore rispetto alle 1748 dell'anno precedente e alle 1573 del 2009.
Diamo i numeri:
tab A - numero impianti eolici in Italia per classi di potenza nel biennio 2010-2011
tab B - numero impianti eolici e potenza installata per regione nel biennio 2010-2011
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